UNIONE ITALIANA LAVORATORI METALMECCANICI

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COMUNICATO STAMPA
Uilm nazionale

La Uilm chiede la ripresa della vertenza integrativa per Ansaldo Breda.
“Chiesta la convocazione delle parti al ministero dello Sviluppo economico.
Contrari ad una trattativa specifica per il solo sito di Pistoia”.
La dichiarazione di Giovanni Contento, segretario nazionale della Uilm

La segreteria nazionale della Uilm ha preso posizione sulla vertenza integrativa del Gruppo Ansaldo Breda, che riguarda 3.200 lavoratori, iniziata il 20 dicembre 2005 ed interrotta il 3 aprile scorso.
“Si è trattato di una decisione inopportuna- ricorda Giovanni Contento- segretario nazionale delle tute blu della Uil- giunta quando si erano già create le condizioni per raggiungere un’intesa definitiva. La delegazione sindacale di Pistoia, senza una motivazione politica, ha abbandonato il tavolo della trattativa”.
“Oggi- sottolinea il sindacalista- abbiamo appreso dalla stampa locale che la medesima delegazione sindacale, perseverando nell’errore, ha chiesto una trattativa specifica, sganciata dal contesto dell’intero gruppo. Noi siamo contrari a questa richiesta e possiamo già anticipare che, se dovesse venire accettata, troverebbe avverse anche tutte le altre strutture territoriali dei siti di Napoli, Reggio Calabria e Palermo”.
La Uilm nazionale ha chiesto ufficialmente, infatti, all’Ansaldo Breda di riprendere il confronto e al ministro Pierluigi Bersani di convocare immediatamente le parti al dicastero dello Sviluppo economico.
“Esiste il rischio concreto- denuncia Giovanni Contento- che questa vertenza aperta da oltre 18 mesi sia influenzata da interessi corporativi estranei dalle esigenze effettive dei lavoratori del gruppo. Dobbiamo scongiurare questo pericolo favorendo un’intesa che possa, poi, essere sottoposta al giudizio di tutti gli addetti di Ansaldo Breda. I tentativi delle cosiddette corporazioni non possono inficiare la ripresa industriale di un’azienda che deve uscire da una precaria situazione finanziaria.

A questo obiettivo puntano sia i sindacati che il governo”.

Roma, 1 giugno 2006

Ufficio Stampa Uilm

 

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