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23 Dicembre 2015:
Metalmeccanici, ecco novità (e divisioni) sul rinnovo - da Formiche.net
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 Metalmeccanici, ecco novità (e divisioni) sul rinnovo

 Antonello Di Mario

Che cosa divide Federmeccanica e i sindacati. Le idee della federazione confindustriale e le posizioni delle maggiori organizzazioni dei lavoratori

Di una cosa esiste certezza: le parti si rivedranno in Confindustria il prossimo 21 gennaio 2016. Significa che i metalmeccanici non riusciranno a rinnovare il loro Ccnl prima della scadenza naturale prevista per il 31 dicembre 2015. Così si è conclusa ieri pomeriggio la riunione tra Federmeccanica ed Assistal, da una parte, e Fim, Fiom, Uilm dall’altra. La trattativa proseguirà con un’altra riunione, già fissata per il 28 gennaio. Marco Bentivogli, leader dei metalmeccanici della Cisl, a questo riguardo, ha avuto da obiettare: “È necessario - ha detto al termine dell’incontro – entrare subito nel vivo della trattativa”, sollecitando un anticipo del nuovo “vis à vis” almeno al 15 gennaio. Ma la richiesta, di fatto, non è stata accolta da tutti gli altri che siedevano al tavolo contrattuale.

La proposta di Federmeccanica

La federazione degli imprenditori ha avanzato una  proposta contrattuale, facendo uso di “slides”. Ma il prologo e la chiusura (entrambe di natura “politica”) sono state ad appannaggio del presidente Fabio Storchi. Infatti, per un paio di volte, addirittura si è alzato in piedi per parlare alla sala, gremita di sindacalisti, con tanto di microfono in mano. I contenuti tecnici della stessa proposta sono stati, invece, esposti da Stefano Franchi, direttore generale di Federmeccanica, che, come da prassi, ha parlato rimanendo seduto. La proposta degli imprenditori metalmeccanici è ormai nota. Nel 2016 nessun aumento salariale per assorbire quei 74 euro in più (4%) erogato nello scorso triennio. Dal luglio 2017, invece, più 37,31 euro al mese in busta paga, ma solo per chi è sotto il minimo di garanzia, come elemento perequativo. Per gli anni a venire Federmeccanica si impegna a riaggiornare i minimi contrattuali sulla base dell’inflazione Istat. La stessa offre 260 euro con la contrattazione aziendale, anche sotto forma di welfare. Gli imprenditori si dichiarano disponibili a garantire una copertura sanitaria al 100% a carico delle aziende per tutti i lavoratori, estesa anche ai familiari. Per gli industriali l’esborso sarebbe pari a 156 euro annui con cui garantire una copertura assicurativa con valore di mercato di circa 700 euro e assicurare la copertura integrale delle prestazioni estese anche ai familiari. Per la parte di previdenza integrativa, invece, la proposta di Federmeccanica prevede la diminuzione del contributo minimo a carico del lavoratore e un aggravio, dall’1,6% al 2%, pari a 91 euro in più, di quello a carico dalle aziende. Quanto al capitolo formazione la medesima proposta prevede 24 ore in un triennio con un contributo ulteriore a carico dell’azienda, ma distinto dall’accantonamento previsto per Fondimpresa.

La Uilm

I sindacati metalmeccanici hanno apprezzato lo sforzo della controparte in tema di risorse a favore della formazione e del welfare aziendale. Ma Fiom, Fim e Uilm hanno anche avvertito il rischio di un concreto “svuotamento” del contratto nazionale, privato di fatto, secondo lo schema ascoltato dal duo Storchi-Franchi, della prerogativa principale di determinare incrementi salariali, demandati alla contrattazione aziendale. “Quella di Federmeccanica non è un semplice negoziato contrattuale, ma è una trattativa politica che mira ad una riforma del modello contrattuale con cui cancellare il ruolo negoziale dei sindacati”. Così il leader della Uilm, Rocco Palombella, ha analizzato la proposta salariale di Federmeccanica. “La logica di Federmeccanica –ha aggiunto il capo delle tute blu della Uil- è chiara: vuole una gestione unilaterale del contratto, altro che partecipazione”. Palombella ha ribadito come il nuovo contratto si rivolga solo al 5% dei lavoratori, quelli cioè che vedrebbero aumentato il salario grazie all’inserimento dei soldi prima destinati alla mancata contrattazione aziendale: “Una vera e propria partita di giro”, ha commentato ancora, sottolineando nuove critiche. “Il vero obiettivo –ha concluso- è la riforma del modello contrattuale e lo scopo è di cancellare il contratto nazionale e in parte, anche quello aziendale, dando gli aumenti solo a chi dicono loro, facendo venire meno l’elemento di solidarietà che è dentro gli aumenti salariali per tutti”.

La Fim

La proposta sul salario avanzata da Federmeccanica “va radicalmente modificata perchè i futuri incrementi in busta paga non possono essere riservati a meno del 5% dei lavoratori metalmeccanici. Devono coinvolgere la totalità dei lavoratori». Così Marco Bentivogli, segretario generale Fim,ha bocciato gli imprenditori meccanici: “Prevedere –ha detto- erogazioni salariali solo dal 2017 e dopo 6 mesi dal periodo di riferimento non consente di tutelare il potere d’acquisto dei salari. E’ evidente l’intenzione di Federmeccanica di recuperare i 74,68 euro mensili dati in più dal passato contratto, decidendo di non erogare nessun aumento per il 2016 e non applicando gli aumenti a tutti i metalmeccanici”. Una mossa che Bentivogli ha etichettato come antiproduttiva: “Siamo il Paese con i salari più bassi, la leva per recuperare la produttività passa attraverso altre leve competitive non verso azioni di riduzioni salariali”.

La Fiom

Dura anche la posizione assunta dai metalmeccanici della Cgil: “La proposta del salario avanzata da Federmeccanica –ha scandito Maurizio Landini, segretario generale della Fiom- mette in discussione il contratto nazionale e su questa base non è possibile rinnovare il contratto, ma serve anche una risposta altrettanto organica e complessiva, adeguata e possibilmente unitaria. Ad oggi sul salario c’è una diversità. Non erogare un aumento salariale a tutti i lavoratori mette in discussione il ruolo di tutela del potere d’acquisto del contratto nazionale ma non sottovalutiamo le loro richieste che hanno recepito alcune nostre proposte come quella di inserire in busta paga i soldi della mancata contrattazione aziendale e l’assistenza sanitaria integrativa”. Al tavolo Landini ha detto espressamente che il contratto lo vuole fare continua ma ha anche spiegato come serva una risposta adeguata che sia organica e complessiva”. Insomma, occorre  una verifica unitaria ed una discussione complessiva sulla proposta di Federmeccanica  tra Fim, Fiom e Uilm da svolgersi entro il mese che separa le parti dal prossimo appuntamento.

La replica di Fabio Storchi

Il presidente Storchi ha di nuovo replicato alle posizioni sindacali. “Non ci riconosciamo –ha tuonato- nelle battute secondo cui non vogliamo dare aumenti in busta paga: siamo infatti disponibili ad aumentare il salario lordo e a riconoscere un intervento maggiore sul welfare». Per il presidente di Federmeccanica, la proposta, formulata oggi,vede incrementi in busta paga solo per quei lavoratori al di sotto del salario minimo di garanzia, ma un aumento per tutti delle spese sostenute dalle aziende sul fronte della sanità integrativa, estesa ai familiari, della previdenza complementare e della formazione. Voci che sgravano di fatto il reddito del lavoratori da una serie notevole di spese senza innescare quella spirale data dalla sommatoria di aumenti retributivi che, in tempo di crisi, le aziende metalmeccaniche non sono più in grado di sostenere”. Il presidente di Federmeccanica ha continuato: “La nostra è una proposta contrattuale in un contesto diverso da quello di anni fa in cui servono nuove regole del gioco e che assegna al contratto nazionale una nuova funzione, quella di fissare i salari minimi di garanzia”. Fabio Storchi ha ammesso come gli industriali si siano mossi in coerenza con le parole del premier sul salario minimo e in linea con gli interventi definiti nella legge di stabilità che defiscalizzano il welfare aziendale e decostruiscono i premi di produttività. “Non più dunque -secondo il leader di Federmeccanica- aumenti salariali che arrivano al lavoratore tagliati dal fisco del 50% ma che alle aziende costano il 150%. Preferiamo distribuire queste risorse sul welfare aziendale per fronteggiare nuove esigenze perché il tempo degli aumenti salariali a pioggia sono finiti”.

 

Il tweet di Sergio Bellavita

Mentre le delegazioni dei sindacati e delle imprese lasciavano la sala del palazzo confindustriale, Sergio Bellavita, ex segretario nazionale della Fiom ed attuale Portavoce nazionale dell’area di opposizione in Cgil, ha twittato la foto di Storchi in piedi, che parlava col microfono in mano davanti alla proiezione delle “slides”. Il suo “cinguettio” è stato lapidario: “Storchi alla Leopolda padronale”. Gli addetti ai lavori assicurano che l’opposizione di Bellavita (seppur minoritaria,ndr) potrebbe estendersi anche in Fiom, dato che il sindacalista in questione è rimasto molto impressionato da come Landini abbia manifestato, al primo piano di via dell’Astronomia a Roma, delle effettive volontà contrattuali. E’ un segnale concreto dell’unità possibile tra i tre sindacati metalmeccanici quando, il prossimo 21 gennaio, dovranno dire la loro a Federmeccanica.

Ufficio Stampa Uilm
Roma,  23 dicembre  2015

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